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Dovete spargere sangue

Il mondo di oggi non ti da nulla senza spargimento di sangue, sacrificio e dedizione.

L’università la fanno tutti, i corsi di specializzazione sono la norma, pensare di essere i migliori sembra un diritto di nascita.

Ti senti un Dio ma in verità là fuori c’è chi è 10 volte più forte di te. Ma non esistono i geni, o meglio: sono dei casi rari, 1 su 1 milione (miliardo). Non è di loro che ti devi preoccupare.

Ti devi preoccupare di quelli che danno il 200% ogni giorno. Di quelli che spargono sangue. Di quelli che sputano sangue.

C’è una teoria secondo la quale in un qualsiasi campo ci sono tre categorie di persone:

  • il 90%
  • l’8%
  • il 2%

Il 90% è composto da tutti. La mediocrità. Il tuo vicino, il tuo collega, il tuo amico, tutti i tuoi conoscenti. Non significa essere perdenti, ma fare il necessario. Fare la parte di quello che si accontenta. Non c’è nulla di sbagliato a vivere un’esistenza tranquilla, fare gli step della vita uno alla volta, con serenità e tranquillità. Ma questa categoria non arriverà da nessuna parte. Resta nel mezzo, nella normalità. Sono quelli che si svegliano pensando alla giornata che dovranno far passare, quelli che il lunedì pensano al weekend che sta arrivando e rimpiangono quello appena passato. Quelli che aspettano il suono della campanella, la pausa pranzo, quelli che leggono perché devono.

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Poi c’è l’8%. Un altro livello. Un altro pianeta. Altre frequenze. Qui l’aria è più rarefatta, le vette sono più alte. Quelli nell’8% aggrediscono. Sono squali. Bianchi. Incazzati. Mordono, inseguono, uccidono. Inseguono la loro ambizione, il loro sogno, indipendentemente da quale sia. Lo vogliono, lo bramano e lo avranno, in un modo o nell’altro. Sono quelli che spargono sangue. Quelli che si sacrificano ogni giorno per il loro obiettivo, per la loro vita.

È il poeta che sogna di diventare scrittore e sta sveglio fino alle 4 di notte a scrivere, va a corsi, conferenze, parla con altri scrittori. Tutto questo mentre consegna pizze per pagarsi gli studi. È un combattente. Uno che sparge sangue – il suo.

È il ragazzo che sogna di esibirsi all’orchestra della Scala e suona dalla mattina alla sera. Letteralmente, dalle 7.00 alle 23.00. Che se ne frega dei vicini che si lamentano (che fanno parte del 90%). Che lavora al bar per pagarsi il conservatorio e l’abbonamento al teatro – a cui non manca mai e ci va con un blocco appunti. Lo riconosci perché ha le dita sporche di sangue dal tanto suonare. Lo riconosci perché parla solo di musica, è ossessionato dal suo sogno. Sa tutto di tutto, legge solo libri di musica (non 3 all’anno, 3 al mese). Non esce la sera perché suona. Non esce la sera perché suonerà alla Scala. Non oggi, non domani ma presto. Più presto del 90%. È un combattente. Uno che sparge il suo sangue per il suo sogno.

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È il giovane appassionato di cucina che fa dolci dalla mattina alla sera. Vuole lavorare con Cracco e imposta tutto in funzione di questo obiettivo. Cucina, cucina e cucina. Legge di cucina, parla di cucina, fa corsi da sommelier e stai sicuro che ha provato tutte le pasticcerie e i ristoranti della sua città. Ha un blog di cucina, va a conferenze sull’alimentazione, scrive un piccolo saggio sull’evoluzione della cucina. Studia scienze dell’alimentazione all’università e si mantiene facendo il cameriere sottopagato in una piccola locanda del suo paese. Ma è in ascolto. Ha fame, è famelico di competenze e sta assorbendo tutto, anche quando lava i piatti. È sintonizzato. Fa, crea, pensa di cucina. Si sveglia e pensa a come è fatta la colazione, all’università disegna menù e immagina portate di cibo, a casa guarda video di recensioni sui ristoranti e conosce a memoria ogni puntata di Master Chef. Prossimo anno ci sarà anche lui. E quello dopo sarà da Cracco. Tre anni dopo, avrà un programma suo. Magari in radio o su un giornale, ma sarà sintonizzato. Nel 2%. È un combattente. Uno che sparge sangue (un sangue dolce).

In tutto questo, quelli del 90% prendono in giro l’8%. Gli “sfigati” che non hanno vita sociale, gli strani. Quelli che da bambini non si univano alla squadra di calcetto durante l’intervallo. 90% contro 8%. In tutto questo, il 90% sta scorrendo la timeline di Facebook o di Instagram e sogna. L’8% sta leggendo sulla vita Mozart, sta scrivendo un saggio sul Novecento, sta assistendo ad un webinar online sul marketing. L’8% ha fame e sta combattendo.

Li riconosci subito quelli dell’8%. Hanno in testa una sola cosa, sembra che non pensino ad altro. Si alzano prima degli altri, fanno più degli altri, sperimentano di più, tentano di più, sbagliano di più, osano di più. Si sporgono sul limite delle proprie forze. Le sentono vibrare e le tendono ancora e ancora. Sbagliano un sacco. Fanno figure di merda, imparano, poi vincono. E avanti un altro. Sono dei combattenti.

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Napoleone passò gli anni dell’apprendistato militare a leggere libri sulla matematica, sulla geografia, sulla storia, Cesare, Rousseau, Platone, Plutarco. Scriveva sulla politica, sulla guerra, sulla geografia, sulla tattica militare. A 20 anni. Non a 50, a 20. 10 anni dopo conquistò l’Europa. Napoleone era nell’1% in un mondo fatto dal 99%.

Poi c’è il 2%. L’elite. L’aristocrazia del successo. Un mix perfetto di fortuna e abilità. Un’abilità che ha saputo sfruttare la propria fortuna, e una fortuna che ha potuto esprimersi nella propria abilità. Arrivare al 2% è un’impresa da titani. Non impossibile, ma non da tutti.  Il 2% è rappresentato da tutti coloro che sono passati dal 90% all’8% per poi combattere e vincere, guadagnando il 2%. Sono i Campioni dell’esercito spartano. Sono i colonnelli pluri-medagliati. Sono i mentori, i pionieri, i saggi. Sono le persone che prendi ad esempio. I tuoi spiriti guida. Se nell’8% cominci a vedere il mondo in un altro modo, nel 2% lo vivi in un altro modo. Entri in una sorta di loop che distorce la realtà e la fa diventare la tua realtà, vivi in funzione di ciò che sei e tutto è come se si plasmasse su ciò che sei. Metafisica. Il mix di fortuna e abilità ti permette di vedere le cose con un’angolatura differente, nella prospettiva che ti serve, tutto ha un proprio posto nel tuo disegno, nel tuo cammino. Tutto è proprio come deve essere.

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Il 2% è la naturale evoluzione di tutti i combattenti che a denti stretti hanno proseguito la loro strada. Obiettivo, impostazione, avanzata. Conquista. E avanti così.

Il 2% è costituito da tutti quelli che fanno parte dell’8% ai quali è capitata l’occasione. Non un’occasione, ma l’occasione. La svolta. L’opportunità, la piccola vibrazione che si trasforma in onda, in tsunami che fionda il piccolo ragazzo dell’8% verso la vetta. Al 2%. Vittoria.

Tu ed io siamo nel 90%. Forse stiamo facendo sfondamento nell’8%.

Arrivare all’8% non è difficile.

Paradossalmente è molto facile: fai quello che gli altri non fanno. Quello che gli altri non sono disposti a fare. Ciò che è difficile. Noioso. Lento.

Svegliati prima. Non troppo, solo un po’. Quel tanto che basta a farlo più degli altri.

Leggi di più. Non troppo, quel tanto che basta per farlo più degli altri.

Sperimenta, metti in pratica, fai, sbaglia: quel tanto che basta per farlo un po’ più degli altri.

Informati un po’ più degli altri. Viaggia un po’ più degli altri. Sii un po’ più bravo agli esami, un po’ più degli altri. Più è la parola chiave. Non troppo, ma più. Ogni volta, sempre di più, oltre i tuoi limiti.

Il segreto è dare il massimo quando gli altri danno il minimo

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Poniti piccoli limiti. Chiari, li devi vedere, sentire, toccare. Raggiungibili. Ponti verso il secondo limite. Non fare la maratona. Corri prima 10 metri. Poi 50. Poi 100. Poi 1km. Poi 20km. Arriverai ai 42km. Sangue, sudore, sacrificio. Obiettivo, impostazione, avanzata. Conquista. Maratona, dieta, allenamento. 42km.

Scrivi. Fatti sentire, urla, proclama la tua determinazione. Galileo, D’Annunzio, Napoleone. Nell’antichità non raggiungevi nulla se non scrivevi. I grandi scrittori iniziavano nei circoli, con piccole e insignificanti pubblicazioni. Molti pagarono a loro spese i primi libri. Troppi toccarono l’orlo del fallimento. Ma scrivevano. Leggevano. Andavano ai circoli e ai club. Inviavano lettere. Si facevano sentire. Combattevano, spesso anche contro i loro stessi demoni. Quelli che rimasero furono l’8%. Quelli di cui leggi ancora oggi, furono il 2%. L’8% che ha perseverato. I combattenti.

Trova l’obiettivo e imposta tutto, tutto su quello. Fai quello che è necessario, anzi fai tutto quello che stai facendo e fallo di più. Prendi le tue attività e mettici un più davanti.

Ti basterà fare di più, di tutto quello che fai, per arrivare presto all’8%.

La fatica è investimento

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Ma per entrare nell’élite, nel 2%, dovrai perseverare fino tanto che il destino o Dio o la fortuna non ti darà quell’occasione. Ma intanto, devi spargere sangue. Fare terra bruciata dei tuoi stessi limiti, distruggere le tue stesse convinzioni su quello che riesci e puoi fare, devi essere il peggior nemico di te stesso e autodistruggere i tuoi successi per crearne di nuovi. Devi combattere ogni giorno i tuoi rivali. Gli altri. Chi sono questi altri? Non esistono se non nella tua mente. Devi annientare il tuo avversario che è il fantasma di qualcuno un po’ più forte di te. Inventalo, guardalo, ammiralo e poi aggrediscilo. Superalo, annientalo facendo più di lui.

Benvenuto nel 2%.

Le donne
maggio 18, 2017
eclettico fpastoressa
Siate eclettici (consiglio spassionato agli studenti)
gennaio 24, 2018
9 Comments
  • Reply
    Marco
    novembre 22, 2017 at 8:13 am

    Grande Francesco, bel pensiero!

    • Reply
      fpastoressa
      novembre 23, 2017 at 5:17 pm

      Grazie davvero Marco!

  • Reply
    Il marketing della carriera - f/pastoressa
    dicembre 2, 2017 at 3:56 pm

    […] che devi puntare sempre all’8%. Leggi qui per capire cosa […]

  • Reply
    Stefano
    febbraio 1, 2018 at 10:39 am

    Cosa rimane di chi entra nell’8% e nell’8% resta? Qual è il limite fino al quale restare nell’8% se non diventi il 2%, prima di accontentarti di tornare in un confortevole ma tristissimo 90%? Questo limite c’è? Cosa deve farti capire di aver raggiunto il punto di non ritorno?

    • Reply
      fpastoressa
      febbraio 1, 2018 at 4:56 pm

      Ciao Stefano! Credo che il limite sia un concetto soggettivo: dove voglio arrivare, cosa voglio fare, chi voglio essere. Di conseguenza, ci sono vari modi di essere 8%, così come diversi limiti nel restarci. In sostanza si tratta di trovare un obiettivo e gettarsi, innamorarsi, del processo per arrivarci. Essere nell’8% significa, in poche parole, entrare e restare nel processo di miglioramento.

  • Reply
    Giuseppe
    febbraio 2, 2018 at 5:47 pm

    Credo di non aver mai letto una accozzaglia di luoghi comuni e stronzate all’americana più grande di questa

    • Reply
      fpastoressa
      febbraio 2, 2018 at 7:34 pm

      Luoghi di certo comuni, ma di non comune messa in pratica 😉

  • Reply
    Ferruccio Gianola
    giugno 17, 2018 at 9:00 am

    Mica male…

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