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CV, questo sconosciuto! [come non passare inosservati]

Ogni tanto mi capita di dare un occhio ai CV che arrivano nell’Agenzia dove lavoro.

Lungi da me fare il guru dei recruiter (cosa che non sono), ma mi piacerebbe darti qualche consiglio pratico per non incappare in quegli errori tanto banali da non essere mai considerati. E che possono costarti caro.

Prima considerazione

Penserai che un minimo errore o una svista non possano scalfire un background pieno zeppo di lauree e master e corsi di specializzazione. Sbagliato. Errore madornale.

Perché?

La cosa più sbagliata che puoi fare è considerare il lavoro, la tua parte professionale, come totalmente staccata dalla tua persona. Come due mondi totalmente differenti tra i quali passi da uno all’altro a seconda dell’occasione. Perché dovresti essere così schizofrenico?

A lavoro sei tu che lavori, non un’altra persona. Tu metti in campo le tue conoscenze ma anche i tuoi valori, il tuo carattere e il tuo personale modo di fare.

Dividere l'”IO” lavorativo dall'”IO” non lavorativo” è come voler dividere la tua parte emotiva da quella razionale, come voler dividere l’hardware dal software di un computer. Semplicemente le cose non funzioneranno.

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Che cosa c’entra con il CV?

Ora che hai capito che tutto è collegato, comprenderai perché devi porre la massima attenzione nel CV e nel modo in cui lo invii.

Dal modo in cui lo scrivi e dall’attenzione che ci metti, posso immaginare il modo e l’attenzione con cui poi farai il tuo lavoro.

  • Un errore grammaticale nella descrizione diventerà un errore nel documento tecnico che dovrai inviare al tuo fornitore.
  • La descrizione scritta frettolosamente diventerà una mail inviata alla persona sbagliata.
  • Il ritardo nel rispondere al primo feedback diventerà il ritardo nell’esecuzione di una task assegnata.

E queste cose non si correggono. Vieni licenziato.

Quindi

L’attenzione che poni nel tuo CV sarà l’attenzione che porrai nel tuo futuro lavoro.

Non sprecarla. Non “sputtanarti” subito.

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A cosa devi stare attento

Mi rivolgo in particolare agli studenti e ai neolaureati. A te.

  1. Il CV è relativo: chi seleziona controlla attentamente anche LinkedIn e Facebook (qui trovi la mia guida su LinkedIn).
  2. Word, CV grafico o Europass: l’importante è farlo con cura. Se ci metti 2 minuti o 2 ore si nota. Eccome se si nota.
  3. Hai altri lavori o referenze? Allegali!
  4. Salva il file con un nome degno: nome_cognome_CV.pdf ad esempio.
  5. Evita di inviare CV con mail vuote o con un semplice “Buongiorno, allego il mio CV”. È il primo passo per essere cestinato. Introduci te stesso, riassumi il tuo CV e motiva la tua candidatura. Già così sarai UNICO. In pole position.
  6. Se il tuo campo è il digitale, allega link ai tuoi social. Sennò non sei credibile. Se dici di saper fare una cosa, devi dimostrarlo.

    E se ottengo risposta?

    Ricorda che verrai testato in ogni fase. Dall’invio a come darai i saluti al tuo interlocutore.

  7. Il tempo è fondamentale. Se hai un feedback, rispondi il prima possibile. C’è sempre qualcun altro che può prendere il tuo posto.
  8. Regole fondamentali, educazione e rispetto: Buongiorno, LEI, grazie, recapiti. Fanno la differenza.

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Lavora sodo ogni giorno, non mollare mai MAI e vedrai i risultati! Avanti!

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2 Comments
  • Reply
    Sina Oligmüller
    Gennaio 4, 2021 at 9:25 am

    Molto avvincente, grazie per questo articolo.

    Rispetto ed educazione non sembrano valere per entrambi le parti. Rispetto per me significa anche farsi sentire da parte del recruiter, anche se la risposta è negativa, dato che il candidato ha investito molto tempo ad informarsi sull’azienda, aggiustare il CV ecc.

    Secondo me tante aziende non hanno ancora capito che la gestione dei candidati fa anche parte del employer branding e della propria reputazione. Come hai messo in evidenza in un altro articolo le aziende odierne sono in competizione per i migliori candidati. Beh, alcune aziende non ci sono ancora arrivate.

    Che ne pensi?

    • Reply
      fpastoressa
      Gennaio 9, 2021 at 10:35 am

      Grazie Sina! Sono assolutamente d’accordo, tanto più che l’employer branding non è altro che uno degli strumenti di marketing che un’impresa può sfruttare e i cui vantaggi si vedono nel lungo periodo. Serve quindi lumgimiranza e visione strategica nelle imprese per dare il giusto peso ad azioni semplice e ad una prima battuta banali come rispondere ad un candidato.

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